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Siamo partiti il 13 Ottobre da Milano Malpensa con la british airways, abbiamo fatto scalo a Londra per poi proseguire diretti a New Dheli. Il volo è stato molto piacevole, per me è stata la prima esperienza di volo intercontinentale e così lungo, ma devo dire che il tempo è passato abbastanza velocemente. Unico neo di questa soluzione di viaggio scelta è stato il fatto di fare scalo a Londra dove con le nuove norme e controlli restrittivi abbiamo fatto code molto lunghe per poterci imbarcare.
Dheli - foto
Dheli ha svolto un ruolo storico fondamentale, anche prima di essere stata designata capitale dell'India nel 1911.
Almeno otto centri urbani sorsero nella zona della moderna Dheli, l'ottava Dheli (New Dheli) fu costruita dagli Inglesi i cui lavori terminarono nel 1931 e nel 1947 divenne la capitale della moderna India.
Il breve tragitto fatto in macchina per giungere al nostro albergo dall'aeroporto, alle 6:30 del mattino, è stato sufficiente per comprendere subito una grande realtà: l'India è un gran caos! Gli indiani sono tanti, chiassosi e colorati. Il loro motto alla guida è "Horn please": in strada vince chi suona più forte e più a lungo. Solo le mucche sembrano oramai assuefatte a tutto: sono sacre e sanno di esserlo, occupano le strade da padrone e se ne infischiano di macchine, camion e moto.
Dopo un breve riposino, abbiamo fatto un piccolo giro della città con la nostra guida. Abbiamo visitato la immensa Jama Masjid che è la moschea più grande dell'India, il suo cortile può contenere fino a 25.000 persone. La moschea, costruita in arenaria rossa e marmo bianco alternati in fasce verticali, presenta 3 porte di accesso, quattro torri angolari e due minareti alti 40 m dalla cui cima si gode una panorama stupendo della città. E' la prima moschea che visitiamo, il primo monumento dell'India e sono subito colpita dai tanto intensi quanto finti controllo presenti all'ingresso: poliziotti e finti metal detector in legno dai quali devi passare e che suonano sempre!
Nel pomerigio abbiamo fatto un giro da soli per le strade dei bazar ed è stata un'esperienza molto forte camminare in tutto quel caos di persone, macchine, biciclette, animali. Il traffico non è disciplinato, ad ogni incrocio devi sfidare la sorte per attraversare. I marciapiedi sono quasi inesistenti e, quando presenti, invasi da persone che hanno piantato la loro tenda e ci vivono.
Dheli, come un po' tutte le grandi città dell'India, raccoglie tanta gente della campagna giunta per disperazione, fame e speranza di trovare un lavoro. In molti non hanno una casa e il marciapiede diventa la loro casa. Nella loro povertà, gli Indiani hanno una loro forte dignità: vedi le donne splendide nei loro sahari colorati e con i loro preziosi gioielli.
Jaipur - foto
Abbiamo lasciato Dheli per dirigerci verso Jaipur, la capitale del Rajastan. Anche qui regna il più incredile caos per le strade, in più eravamo in piena festa del Diwali, diciamo il Natale Indu. Nella loro cultura è di buon auspicio comprare cose nuove durante questa festa: dalle macchine, alle pentole e al vestiario. Le strade dei bazaar erano pertanto affollatissime: alla gente poi si devono aggiungere le omnipresenti vacche sacre e i loro escrementi presenti ovunque che rendono difficoltoso e molto snervante una "tranquilla" passeggiata.
Abbiamo visitato l'Amber fort un forte dalle tinte delicatamente rosate che si erge su un monte roccioso a 11 Km dalla capitale, è uno splendido esempio di architettura rajput. La sera abbiamo cenato in un ristorante vegetariano che ruota su se stesso situato all'ultimo piano di una struttura alberghiera alta più di 56 m. Si chiama la torre di "OM". Da qui abbiamo avuto la possibilità di goderci lo splendido panorama di Jaipur dall'alto di sera, anche se devo dire il cibo non è stato eccellente.
Bikaner - foto
Abbiamo lasciato Jaipur per dirigerci verso Mandawa e poi Bikaner: città che a detta degli Indiani è molto sporca..pensate un po' voi! Qui abbiamo visitato il famoso "Karni Mata Temple": il tempio dei topi! Le foto che vedrete le ha fatto mio marito, perchè io sono scappata via a gambe elevate dal tempio e rifugiata in macchina: non ce l'ho fatta a camminare senza scarpe su un letto di escrementi di topi e topi vivi che ti scorazzano ovunque! Per gli Indiani i topo sono sacri e portano latte e cibo per loro: la cosa più sacra per loro e poter mangiare dalla stessa ciotola dei topi!!
A Bikaner è presente il più grande centro di ricerca sui dromedari di tutta l'Asia. Il dromedario è usato per il trasporto, nell'esercito: rappresenta una fonte importante per l'India. In questo allevamento eseguono studi per ottenere l'esemplare di dromedario più efficiente. Siamo arrivati nel pomeriggio verso le 16, quando tutti i dromedari, usciti per il solito "pascolo" nei campi, rientrano nei loro recinti: sono animale metodici, per cui sanno benissimo da soli in quale recinto devono rientrare ed spettacolare vederli arrivare tutti insieme ed entrare da soli ognuno nel proprio recinto, dopo essersi fermato un istante ad abbeverarsi. Essi sono suddivisi in base al sesso, all'età, alla loro funzione o razza se pregiata o meno.
Jaisalmer - foto
Ci siamo così diretti verso il cuore del deserto del Rajastan: Jaisalmer, la città più a est del nostro percorso, famosa per il suo forte che è ancora abitato. All'interno delle mura sorgono un palazzo, alcuni templi, splendide haveli, negozietti di tutti i tipi, hotel e abitazioni. Passeggiare per le stradine di questo forte è davvero emozionante: sembra di essere in un museo a cielo aperto. Abbiamo visitato sia il forte che le splendide haveli che lo circondano, anche se mantenute in uno stato di forte degrado: sono oggi invase da colonie di pipistrelli. Nel pomeriggio abbiamo fatto un'escursione con il cammello e abbiamo visto così il tramonto del sole sul deserto: un'esperienza davvero emozionante.
Jodhpur - foto
La tappa successiva è stata Jodhpur dove sorge uno dei più belli e meglio tenuti forti che abbiamo visitato. Il forte è ancora di proprietà del marajà di Jodhpur al quale si deve il merito di aver ristrutturato in modo formidabile l'intera struttura fornendola anche di un'ottima audio guida che ti illustra perfettamente tutte le bellezze del forte, oltre che alcuni cenni storici, notizie e aneddotti che rendono la visita estremamente interessante. Dall'alto del forte è anche possibile ammirare le famose case cubiche azzurre della città che si estendono lungo i margini del grande Thar Desert.
Udaipur e dintorni - foto
Ci siamo così spostati verso Udaipur, sulla strada ci siamo fermati a Ranakpur, situata nel cuore di una remota e pacifica vallata boscosa, in un'incredibile insieme di templi in marmo bianco costruito da 29 sale sorrette da 1444 colonne tutte diverse da loro e riccamente lavorate. I rilievi squisitamente curati e la semplicità degli interni comunicano un senso di spazio, armonia e serenità che non ha pari.
Udaipur, città definita la Venezia dell'India poichè circondata da laghi, molto amata e romantica per gli Indiani, non ha invece trasmesso nulla a noi: non ha nulla di particolarmente attraente da renderla tanto speciale, sinceramente l'abbiamo considerata una tappa inutile!
Da Udaipur ci siamo spostati a Bundi e sulla strada siamo passati dal forte di Chittorgarh, il più importante e immenso forte di tutto il Rajastan: si estende su una superficie di circa 28Kmq. Abbiamo fatto un giro molto veloce in macchina lungo le sua mura e ci siamo fermati a visitare la jaya stambha (torre della vittoria) alta 37 m, con nove piani impreziositi da bellissimi altorilievi. Bundi è una piccola cittadina fuori dai circuti turistici che ha un forte davvero lasciato al più desolante degrado e abbandono.
La tappa successiva è stata Puskar, una cittadina tranquillisima che si erge intorno ad un lago sacro. Per le sue vie è stata proibita la circolazione delle moto, macchine e carretti per cui si può tranuqillamente passeggiare per le sue vie e fermarsi nei vari bazaar i cui commercianti sono i meno invadenti di tutta l'India forse! Unico neo: è piena di occidentali fricchettoni. Poichè è una città santa, non è consentito fare foto.
Agra - foto
Dopo questa breve sosta molto rilassante, abbiamo intrapreso il viaggio più lungo di tutto il nostro tour: 9 ore di macchina per raggiungere Agra che si trova nella regione Uttar Pradesh. Questa caotica città industriale è associata al monumento più famoso di tutta l'India: il Taj Mahal, un'imponente mausoleo moghul fatto erigere dall'imperatore Shah per accogliere il corpo della sua amatissima moglie morta nel dare alla luce il loro quattordicesimo figlio. E' uno dei più stravaganti monumenti eretti per amore, ci vollero più di vent'anni per la sua costruzione e furono impiegati più di 20.000 operai più a tanti specialisti provenienti finanche dall'Europa. E' interamente costruito in marmo bianco con la tecnica d'intarsio di pietre preziose che ne abbelliscono la facciata con disegni floreali e scritte del corano. Lo spettacolare mausoleo è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità.
Khajuraho - foto
Khajuraho è celebre per l'insieme dei templi che costituiscono una delle attrattive principali di tutta l'India: sono capolavori architettonici. I templi furono fatti erigere all'epoca dei Candela una dinastia che sopravvisse per cinque secoli prima di soccombere sotto il violento attacco dei Moghul. Tutti questi templi sono interamente ornati da sculture finemente scolpite che rappresentano scene di vita: tutta la vita è qui rappresentata, dalle guerre all'amore qui rappresentato nelle sue epressioni più erotiche. Le figure che compaiono con maggiore frequenza sono le donne: possiamo ammirare la dovizia dei particolari con cui queste statue sono state scolpite, facendo attenzione ai movimenti del corpo e alle espressioni facciali che infondo una profonda sensualità dei soggetti. Tra le varie figure troviamo anche le mithuna, figure erotiche che rappresentano le infinite posizioni del Kamasutra
Varanasi - foto
Il nostro lungo e intensissimo viaggio termina a Varanasi, la città santa situata sul fiume sacro: il Gange. La città di Shiva è uno dei principali luoghi sacri dell'India, i pellegrini hindu vengono a bagnarsi nel Gange per purificarsi dai loro peccati e inoltre è considerato un luogo proprizio dove trascorrere gli ultimi giorni di vita, poichè se si muore qui si conclude il ciclo d'incarnazione: quindi molti hindu vanno a Varanasi anche per esalare l'ultimo respiro. Vi lascio immaginare che immenso caos sia questa città.
Abbiamo fatto il giro in barca sul fiume alle 5 di mattina per vedere il rituale dei bagni sacri nei vari ghat: l'insieme dei rumori, dei loro canti e dei loro colori ti sorprende, ti affascina e ti stordisce. Altrettanto sconvolgente è anche vedere questa gente che si bagna, che si lava, si lava i denti, che lavano i panni nelle acque considerate altamente inquinate, dove confluiscono tutti gli scarichi della città. Lungo il fiume ci sono dei ghat dove eseguono le cremazioni: c'è sempre almeno una cremazione in corso.
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